Inno di Mameli

Questo brano è tratto da:


 I Poeti minori dell'Ottocento
a cura di Ettore Janni - BUR 1955
 

 

Fratelli d'Italia


Inno di Mameli o Il canto degli Italiani,
fu scritto nell'autunno del 1847.

 

Il testo originale


 


Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta;
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa. 
Dov'è la Vittoria? 
Le porga la chioma;
ché schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamoci  a coorte! 
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popolo,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme;
di fonderci insieme
già l'ora suonò.

Stringiamoci  a coorte! 
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci;
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore. 
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?

Stringiamoci  a coorte! 
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.

Dall'Alpe a Sicilia,
dovunque è Legnano;
ogn'uom di Ferruccio
ha il core e la mano;
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla;
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.

Stringiamoci  a coorte! 
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
le spade vendute;
già l'aquila d'Austria
le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
e il sangue Polacco
bevé col Cosacco,
ma il cor le bruciò.

Stringiamoci  a coorte! 
Siam pronti alle morte;
Italia chiamò.